Il Notaio

La figura del Notaio (o, storicamente, Notaro) nasce in Italia ben prima dell’anno Mille e, sebbene con denominazioni nel tempo differenti, ha sin da subito assunto il prestigioso compito di redigere atti destinati a dare certezza nei rapporti giuridici. Se nei primordi si trattava di un ruolo segretariale incaricato della redazione di scritture private, in breve tempo divenne un funzionario pubblico i cui atti acquisirono gli effetti di una sentenza passata in giudicato, facenti fede della volontà espressa. A partire dal XVIII secolo, il Notaro di ispirazione latina si è diffuso in tutto il mondo, come testimoniato dall’Unione Internazionale del Notariato Latino, alla quale sono iscritti 86 Paesi. Attualmente la configurazione italiana è disciplinata dalla legge 89/1913, il cui dettato normativo dispone, all’art.1, che “I notari sono ufficiali pubblici istituiti per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica  fede,  conservarne  il  deposito,  rilasciarne  le  copie,

i certificati e gli estratti”. Ciò significa che il Notaio è un Pubblico Ufficiale, il quale può redigere atti aventi il valore di prova legale. In tale prospettiva l’atto notarile cristallizza, a meno che non sia accertato il reato di falso, la provenienza del documento dal Pubblico Ufficiale che lo ha redatto, le dichiarazioni rese dalle parti alla presenza del Notaio e dalle stesse sottoscritte, gli altri fatti del cui verificarsi è data menzione. Per tale ragione il Notaio accerta personalmente l’identità delle parti e la genuinità della loro manifestazione di volontà, svolgendo il suo ministero in modo imparziale ed indipendente, al fine di realizzare un controllo preventivo di legalità. Grazie a tale struttura, il Notaio realizza l’intento anti-litigioso del legislatore, evitando l’insorgere di controversie in tutti i campi del vivere quotidiano: rimane alla storia la frase del celeberrimo giurista, Avvocato e Professore universitario Carnelutti: “Tanto più Notaio, tanto meno Giudice”.